La Roma vince con il Verona grazie anche ad una rete di Dovbyk. Sul periodo dell’attaccante ha detto la sua la moglie dell’attaccante ucraino
Yuliia Dovbyk, moglie del centravanti ucraino Artem, ha rilasciato un’intervista toccante e intensa a La Repubblica, raccontando il momento che sta vivendo insieme al marito, tra emozioni in campo e le difficoltà personali causate dalla guerra in Ucraina. Manager e PR del bomber della Roma, Yuliia ha condiviso pensieri profondi sul valore della resilienza, sulla fede nella famiglia e sul legame con la città di Roma.
Dovbyk e la passione per lo stadio: “Ormai è una dipendenza”
Durante l’intervista, Yuliia Dovbyk ha raccontato quanto andare allo stadio sia diventato parte integrante della loro vita: “Per noi andare allo stadio ormai è una dipendenza. E Artem domenica ci ha regalato un’emozione fortissima”, ha dichiarato, riferendosi alla partita contro il Verona, nella quale l’attaccante ha segnato il suo primo gol stagionale. Un momento che ha rappresentato una boccata d’aria dopo settimane di lavoro silenzioso e determinazione.
Il gol contro il Verona e la forza mentale di Dovbyk
Yuliia ha spiegato che il percorso recente del marito non è stato semplice, ma che l’ha affrontato con forza e fiducia: “Con dignità e fiducia nelle proprie capacità. Io credo sempre in lui. La sua disciplina porterà sicuramente risultati”. La coppia ha spesso parlato a casa di come affrontare i momenti difficili, e la manager ha sottolineato l’importanza della mente nel calcio e nella vita: “Con la giusta mentalità si fanno cose che sembrano miracoli anche quando il mondo ci rema contro”.
Dovbyk, la guerra in Ucraina e la lontananza dalla famiglia
Uno dei passaggi più toccanti dell’intervista riguarda l’impatto della guerra sulla vita della famiglia Dovbyk. Vivendo a Roma, lontani dai propri cari rimasti in Ucraina, Yuliia ha raccontato la tensione costante con cui convivono ogni giorno: “Ogni mattina inizia con le notizie e i messaggi dei nostri familiari. Anche la notte prima dell’ultima partita è stata difficile in Ucraina: i nostri cari erano sotto un terribile bombardamento a Kiev. Ogni volta ringraziamo Dio per essere vivi e al sicuro. Questa pressione costante non può non influenzare noi, la nostra vita e la nostra visione del mondo”. Parole che fanno emergere il lato umano e vulnerabile di una famiglia costretta a fare i conti con un dolore lontano, ma mai assente.
Il sostegno da Roma e l’affetto verso l’Ucraina
Nonostante le difficoltà, la famiglia Dovbyk ha trovato a Roma un ambiente accogliente e solidale. “Parliamo spesso dell’Ucraina con i nostri amici romani. A volte ricordiamo come è stato il primo anno di guerra”, ha raccontato Yuliia, evidenziando quanto il supporto ricevuto nella Capitale sia stato fondamentale per affrontare questo periodo complesso. Un legame, quello tra i Dovbyk e Roma, che va oltre il calcio.


