mercoledì, Settembre 9, 2026

Roma, la conferenza stampa del Ds D’Amico

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D’Amico, il neo Ds della Roma in conferenza stampa ha raccontato le dinamiche di mercato della sessione appena conclusa

Il calciomercato estivo è ufficialmente terminato ed è tempo di bilanci in casa Roma. Nel pomeriggio, alle ore 16:45, il direttore sportivo D’Amico ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del Centro Sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria per analizzare le operazioni portate a termine durante la sessione estiva e spiegare le strategie che hanno guidato il club.

Il dirigente giallorosso ha affrontato diversi temi in conferenza stampa, dagli obiettivi iniziali alle difficoltà legate all’Agreement con la UEFA, passando per le operazioni in entrata e in uscita, i mancati arrivi negli ultimi giorni di mercato e la composizione della rosa a disposizione dell’allenatore.

D’Amico: “Sapevamo quali fossero i nostri paletti”

Il direttore sportivo ha aperto la conferenza stampa spiegando le difficoltà incontrate durante l’estate e il lavoro necessario per rispettare i vincoli economici del club.

“Sapevamo quali fossero i nostri paletti, ci siamo dovuti reinventare. Sapevamo i nostri obiettivi, in parte ci sono riusciti. Abbiamo abbassato del 15% il monte ingaggi. L’Agreement è un po’ particolare”, ha dichiarato D’Amico.

Un mercato, dunque, costruito tenendo conto non soltanto dei cartellini dei giocatori, ma anche dell’impatto degli ingaggi e degli equilibri finanziari complessivi della società.

D’Amico soddisfatto dei nuovi acquisti: “Hanno scelto la Roma”

Interpellato sulla soddisfazione per il lavoro svolto, D’Amico ha preferito rimandare il giudizio definitivo alla fine della stagione. Il dirigente ha però sottolineato il valore delle operazioni realizzate e il contributo dato dai giocatori della precedente gestione.

“La soddisfazione la valuteremo a fine anno. Sono contento di alcuni giocatori che abbiamo sistemato e che l’anno scorso hanno aiutato molto per la Champions, Cristante, Mancini, Pellegrini e Dybala. Per me sono stati acquisti importanti. Sono un gruppo storico”, ha spiegato.

Poi l’attenzione si è spostata sui nuovi arrivati: “Siamo felici di tutti i ragazzi che sono arrivati, giocatori con grande voglia e motivazione. Giocatori che abbiamo scelto e che hanno scelto la Roma. Ho sentito parlare di rifiuto della Roma, ma in pochissimi hanno rifiutato la Roma. E anche profili importanti”.

L’esterno offensivo resta il grande rimpianto del mercato

Una delle questioni principali affrontate durante la conferenza stampa ha riguardato il mancato arrivo di un esterno offensivo. La Roma aveva individuato questo ruolo come una delle priorità della sessione, ma non è riuscita a completare l’operazione entro la chiusura del mercato.

“La nostra priorità era rinforzare il reparto offensivo, si iniziano tante trattative, ci sono quelle più veloci e quelle meno. Non abbiamo spostato tesoretti, è arrivato Mora, fino a ieri cercavamo un altro attaccante esterno, con caratteristiche un po’ più fisiche”, ha spiegato D’Amico.

Il direttore sportivo ha poi aggiunto: “Abbiamo pensato a rinforzare la squadra, è mancato l’attaccante esterno per varie situazioni. Quelli che sono arrivati li avevamo in programma”.

Roma, rosa corta: D’Amico pensa già a gennaio

La partecipazione a tre competizioni, con la Champions League che rappresenta l’impegno più prestigioso e impegnativo, rende particolarmente delicata la gestione della rosa.

D’Amico ha ammesso che numericamente la squadra avrebbe potuto essere più completa, soprattutto sugli esterni: “Le difficoltà aumenteranno, la Champions è difficile. L’ala, quando parliamo di esterni, parliamo di un giocatore che avrebbe potuto fare un doppio ruolo”.

Il dirigente ha però mostrato fiducia nel gruppo: “Numericamente siamo corti, ma siamo convinti che con un bel lavoro potremo arrivare a gennaio e individuare un altro profilo”.

Gittens e Koné, D’Amico chiarisce le trattative

Tra gli argomenti affrontati c’è stato anche il tentativo della Roma per Gittens. D’Amico ha confermato i contatti con il Chelsea nell’ultimo giorno di mercato, precisando però che non è mai stata presentata un’offerta ufficiale.

“Nell’ultimo giorno ci sono stati contatti con il Chelsea per Gittens, mai stata un’offerta ufficiale”, ha dichiarato.

Il direttore sportivo ha inoltre voluto fare chiarezza sulle indiscrezioni riguardanti un presunto ultimatum dell’allenatore per la cessione di Koné.

“Voglio chiarire un punto, la ricostruzione dell’out-out di Gasperini per Koné non è reale. Avevo detto anche io che sarebbe stato difficile fare una cessione ad una settimana dalla fine del mercato. È stato immaginato qualcosa che non è successo”.

Agreement UEFA e strategie di mercato

D’Amico ha spiegato anche come i vincoli legati all’Agreement abbiano condizionato le strategie della Roma durante la sessione estiva. Secondo il direttore sportivo, non si tratta esclusivamente di valutare il costo dei cartellini.

“Nel corso del mercato si cambiano strategie, non è solo acquisto di cartellino negli accordi con la Uefa, tanto fa anche il monte ingaggi, sono tanti cambiamenti. E dobbiamo affrontarli nella maniera migliore”, ha sottolineato.

Una situazione che ha richiesto continui aggiustamenti da parte della dirigenza, chiamata a conciliare ambizioni sportive e sostenibilità economica.

La catena di comando della Roma secondo D’Amico

Un altro tema centrale della conferenza è stato il funzionamento della struttura decisionale del club. D’Amico ha parlato di una gestione basata sulla condivisione tra proprietà, dirigenza e allenatore.

“Come in tutti i club, c’è una proprietà, una direzione sportiva e un allenatore. Nel mentre è arrivato un CEO, c’è grande condivisione nelle uscite e nelle entrate”, ha spiegato.

Il direttore sportivo ha quindi ribadito il confronto costante con le altre componenti della società: “Da quando sono arrivato ci siamo visti ogni giorno con mister e proprietà. Confronti e scelte condivise, poi si decide insieme”.

Il caso Celik e il futuro di Pellegrini

D’Amico ha poi affrontato il caso Celik, chiarendo che la situazione del difensore turco è stata differente rispetto a quella di altri giocatori della rosa.

“Pellegrini è stato il primo giocatore con cui ho parlato, è attaccato a questa maglia, questo dubbio non mi è mai venuto, idem per Dybala, Mancini e Cristante”, ha affermato.

Sul caso Celik, invece, il dirigente ha raccontato: “Celik è stato un caso particolare. Era al Mondiale, il rinnovo era praticamente chiuso, poi ha deciso di andare alla Juve”.

D’Amico e il rapporto con la proprietà

Il direttore sportivo ha parlato anche del suo arrivo nella Capitale e del rapporto instaurato con la proprietà giallorossa.

“Il mio arrivo è nato nel momento in cui l’Atalanta mi ha esonerato. Ho incontrato Ryan Friedkin e ho trovato una grande società, molto disponibile”, ha raccontato D’Amico.

Il dirigente ha poi evidenziato le difficoltà di entrare in una società durante la stagione e di dover imparare rapidamente meccanismi e dinamiche interne: “Purtroppo con l’agreement a volte riduce le manovre. Per un dirigente entrare in corsa, capire meccanismi, c’è bisogno di conoscersi a livello dirigenziale”.

Mercato degli svincolati, la Roma resta vigile

La possibilità di intervenire ancora sul mercato non è completamente esclusa. La Roma potrebbe infatti valutare eventuali opportunità tra i giocatori svincolati.

Alla domanda sulla possibilità di tornare sul mercato, D’Amico ha risposto in maniera prudente: “Valutiamo, ne parleremo più avanti”.

La priorità, al momento, resta comunque lavorare con il gruppo a disposizione e preparare nel migliore dei modi una stagione che vedrà la Roma impegnata su più fronti.

Leweling e Luiz Henrique, le trattative sfumate

D’Amico ha spiegato anche perché la Roma non sia riuscita a completare l’acquisto dell’esterno negli ultimi giorni di mercato.

“Negli ultimi giorni avevamo individuato due tre profili giusti. Non siamo riusciti a chiudere le operazioni per vari motivi”, ha raccontato.

Tra le trattative più avanzate c’è stata quella per Leweling: “L’ultima, Leweling, era chiusa con lo Stoccarda e con il giocatore, poi lui ha avuto un ripensamento. Alcuni profili non soddisfavano tutti noi”.

Anche Luiz Henrique è stato vicino alla Roma, ma l’operazione non è arrivata alla conclusione: “Luiz Henrique sì, ci sono state problematiche. Avevamo l’accordo, non si è potuto procedere per problematiche tecniche”.

D’Amico ha inoltre parlato del suo rapporto con l’Atalanta: “Con l’Atalanta quattro anni belli, grandi soddisfazioni. Oggi però c’è la Roma, grande onore e responsabilità”.

Roma-Inter, D’Amico non si pone limiti

Uno degli interrogativi più interessanti riguarda la distanza della Roma dalle squadre che negli ultimi anni hanno dominato il campionato, a partire dall’Inter.

D’Amico ha preferito non fissare una tabella di marcia precisa: “Quest’anno abbiamo investito su ragazzi giovani e di prospettiva, e qualcuno di esperienza e di struttura”.

Il progetto, secondo il direttore sportivo, punta sulla combinazione tra giovani e giocatori esperti: “Noi pensiamo che i ragazzi giovani devono essere sostenuti da un gruppo di uomini forti come quelli che noi abbiamo”.

E sull’obiettivo di raggiungere l’Inter, la risposta è netta: “Non ci poniamo obiettivi di come raggiungere l’Inter. Lavoreremo per competere con tutti”.

D’Amico e le strategie cambiate durante il mercato

Il dirigente ha infine spiegato che le priorità della Roma sono state adattate durante l’estate in base alle opportunità e alle caratteristiche dei giocatori disponibili.

“Quando eravamo su Summerville eravamo su Castro, su Molina. Eravamo forti su Summerville e anche su Castro. Cercavamo entrambi i profili, uno come Mora, che abbiamo preso e uno che non siamo riusciti a chiudere”, ha spiegato.

Una strategia dinamica, dunque, nella quale alcuni obiettivi sono rimasti prioritari mentre altri sono stati modificati sulla base dell’evoluzione delle trattative.

Il bilancio del mercato della Roma arriverà più avanti

D’Amico ha evitato di dare un giudizio definitivo sul proprio operato, preferendo aspettare i risultati della stagione. Il direttore sportivo ha però evidenziato le differenze tra il lavoro svolto a Bergamo e quello attuale nella Capitale.

“Il bilancio lo faremo più avanti. Il mercato è diverso, sono bacini diversi. Le ambizioni le hanno tutti, Roma ha riconquistato la Champions, va fatto un applauso a chi c’era l’anno scorso”.

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