Dopo i gatti in autostrada, la Roma e la Fiorentina si vedono le trasferte bloccate fino a fine stagione
Anno nuovo, vecchi provvedimenti. La Roma si prepara a concludere la stagione senza il supporto dei propri tifosi nelle gare in trasferta. Una decisione che richiama episodi già vissuti in passato e che nasce ancora una volta da fatti extracalcistici. Dopo gli scontri avvenuti sull’autostrada A1, che hanno coinvolto ultras della Fiorentina, il Viminale ha scelto la linea dura: per le azioni di pochi, a pagare saranno tutti.
La decisione del Viminale dopo gli scontri sull’A1
Il provvedimento è stato disposto direttamente dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e rappresenta una scelta senza precedenti. Il divieto di trasferte per i tifosi di Roma e Fiorentina sarà valido fino al termine della stagione. Alla base della decisione ci sono i gravi disordini verificatisi domenica sull’A1, ma anche una serie di precedenti che, secondo il Ministero, non lasciano più margini di tolleranza. L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive aveva rimandato la valutazione all’Autorità nazionale di pubblica sicurezza, portando così all’intervento diretto del ministro.
Otto trasferte senza il sostegno del pubblico
La Roma dovrà affrontare ben otto partite lontano dall’Olimpico senza il calore dei propri tifosi. I giallorossi saranno impegnati in trasferta contro Udinese, Napoli, Genoa, Como, Inter, Bologna, Parma e Verona. Un calendario impegnativo che rischia di pesare non solo sul rendimento sportivo, ma anche sull’ambiente e sul morale della squadra in una fase cruciale della stagione.
Nessun commento ufficiale dai club
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, al momento né la Roma né la Fiorentina hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla decisione del Viminale. Le due società stanno analizzando con attenzione il provvedimento e le sue implicazioni. È però evidente come il danno sia rilevante, soprattutto per club impegnati nella corsa a obiettivi importanti come la qualificazione alle competizioni europee o, nel caso di altre realtà, la lotta per la salvezza.
Una scelta che riapre il dibattito
La decisione di vietare le trasferte ai tifosi della Roma riaccende il dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico nel calcio italiano. Ancora una volta, misure drastiche colpiscono un’intera tifoseria per responsabilità individuali, sollevando interrogativi sull’efficacia e sull’equità di provvedimenti che incidono profondamente sull’esperienza sportiva e sul legame tra squadra e pubblico.


