Dopo cinque giornate Roma e Lazio condividono la vetta della Serie A con 13 punti: un evento che non si verificava da anni e che riporta la Capitale al centro del calcio italiano
Dopo cinque giornate, la Serie A si ferma per la prima sosta dedicata alle nazionali e a guardare tutti dall’alto c’è una città intera. Roma. Perché la classifica, dopo i primi 450 minuti di campionato, racconta qualcosa di sorprendente: Roma e Lazio sono entrambe prime a quota 13 punti, insieme all’Inter.
Un’immagine che riempie d’orgoglio la Capitale e che riporta alla mente un precedente lontanissimo. L’ultima volta in cui le due squadre romane si trovavano contemporaneamente in vetta alla classifica dopo cinque giornate era la stagione 1972-1973. Da allora sono passati più di cinquant’anni, con tantissime storie, generazioni di calciatori e allenatori, gioie e delusioni.
Oggi, però, la storia ricomincia da una fotografia che fa sognare una città: Roma e Lazio davanti a tutti.
Quel precedente del 1972-1973
Il precedente del 1972-1973 racconta poi due destini differenti. Al termine di quella stagione la Lazio chiuse al terzo posto, mentre la Roma terminò undicesima.
Per i biancocelesti fu comunque un’annata importante, quella nella quale si stavano gettando le basi per il ciclo che avrebbe portato allo storico scudetto del 1974. Per i giallorossi, invece, fu una stagione da archiviare.
Oggi il contesto è completamente diverso. Ma il dato storico resta affascinante: dopo oltre mezzo secolo, le due principali squadre della Capitale tornano contemporaneamente a guardare tutti dall’alto dopo cinque giornate.
Gasperini non può più nascondersi
La Roma arriva a questa sosta con numeri che raccontano la qualità del lavoro svolto da Gian Piero Gasperini. Dopo una stagione che ha riportato i giallorossi in Champions League, la squadra sembra aver assimilato sempre di più le richieste del proprio allenatore.
I numeri sono significativi: considerando campionato e Champions League, la Roma ha realizzato 14 gol subendone appena 3. Una squadra che ha trovato equilibrio, solidità e continuità e che, dopo questo avvio, non può più essere considerata una semplice sorpresa.
La presenza in vetta insieme all’Inter al termine delle prime cinque giornate alza inevitabilmente le aspettative. Il campionato è ancora lunghissimo e non consente sentenze definitive, ma i giallorossi hanno già dimostrato di poter stare nel gruppo delle squadre chiamate a competere ai massimi livelli.
Il capolavoro di Gattuso
Se l’avvio della Roma è una conferma del lavoro intrapreso, quello della Lazio rappresenta forse la sorpresa più clamorosa di questo inizio di stagione.
Tredici punti dopo cinque giornate: mai la squadra biancoceleste era partita così bene. E il dato assume ancora più valore considerando il contesto dal quale è arrivato.
La protesta dei tifosi, lo stadio vuoto, un mercato che si è acceso soprattutto nella parte finale dell’estate: sulla carta sembravano esserci diversi elementi capaci di rendere complicato l’avvio della stagione. Invece Gennaro Gattuso è riuscito a costruire un gruppo compatto, capace di isolarsi, quasi completamente, da ciò che accade al di fuori del campo.
Gli acquisti si sono rivelati funzionali alle esigenze della squadra e il tecnico ha trovato una formula che sta dando risultati. La Lazio gioca bene, ma soprattutto ha mostrato carattere anche nelle partite in cui la prestazione non è stata brillante. Ed è proprio questa capacità di soffrire e reagire che, in queste prime cinque giornate, ha rappresentato una delle caratteristiche più evidenti della squadra.
La vetta dopo cinque giornate non è una novità
I 13 punti conquistati hanno riportato la Lazio in una posizione che non occupava da tempo. I biancocelesti erano in vetta alla classifica dopo cinque giornate anche nel 1935, nel 1940, nel 1973, nel 1975, nel 2009 e nel 2011.
La curiosità è quindi doppia: per la Lazio si tratta di un ritorno in vetta dopo quindici anni, mentre per la Roma l’ultima volta risale alla scorsa stagione.
I giallorossi, infatti, erano stati primi dopo cinque giornate anche nel 1953, nel 1968, nel 1983, nel 1995, nel 2007, nel 2008, nel 2014, nel 2015 e nel 2025.
Numeri che raccontano quanto sia particolare la fotografia attuale della Serie A. Roma e Lazio sono entrambe lassù, nello stesso momento, e la Capitale torna a essere protagonista assoluta del campionato.
Due squadre diverse, la stessa città
La cosa più affascinante è che arrivano a questo momento attraverso percorsi profondamente differenti.
Due proprietà diverse, due rose costruite secondo logiche differenti e due tifoserie che stanno vivendo situazioni opposte. Non è soltanto una questione di derby: le due squadre della Capitale, oggi, sembrano quasi agli antipodi per condizioni ambientali, aspettative iniziali e prospettive.
Eppure entrambe sono prime.
Da una parte c’è una Roma costruita per competere su più fronti, con una rosa profonda, investimenti importanti e un ambiente abituato a sostenere la squadra davanti a uno stadio che può superare i 65mila spettatori. Dall’altra c’è una Lazio che sta trasformando un’estate complicata in una straordinaria occasione di riscatto sportivo.
In mezzo, il lavoro di due allenatori di grande esperienza e personalità: Gasperini e Gattuso.
Il calendario può diventare un fattore
Alla ripresa, anche il calendario potrebbe avere un peso significativo nella gestione delle energie. La Roma dovrà affrontare un percorso caratterizzato dagli impegni europei e da una serie di partite ravvicinate. La Lazio, invece, non avrà impegni continentali e potrà sfruttare maggiormente le settimane per allenarsi.
Quando le altre squadre saranno costrette a scendere in campo ogni tre giorni, i biancocelesti potranno dedicare più tempo al lavoro sul campo. Un fattore che Gattuso proverà a trasformare in un’opportunità.
Il confronto tra i calendari rende bene l’idea. La Roma avrà davanti appuntamenti come Como in trasferta, Real Madrid, Genoa, Slovan Bratislava e Napoli fuori casa. La Lazio, nello stesso periodo, affronterà Monza, Juventus in trasferta e Parma.
Due percorsi diversi, due modi diversi di affrontare la stagione. La profondità della rosa sarà un’arma importante per i giallorossi, mentre la possibilità di allenarsi con maggiore continuità potrebbe diventare una risorsa per i biancocelesti.
La Capitale torna a sognare
Ed è proprio questo il dettaglio che rende speciale la classifica dopo cinque giornate. Non si tratta soltanto di 13 punti, di gol segnati o di partite vinte. È la sensazione che, dopo anni di percorsi differenti, la Capitale sia tornata contemporaneamente al centro della scena.
Le due compagini capitoline hanno già regalato alla città una fotografia destinata a rimanere nella memoria della prima parte della stagione: entrambe in vetta alla Serie A alla prima sosta.
È ancora presto per capire dove potranno arrivare. Il campionato è lungo, gli impegni aumenteranno e gli equilibri potranno cambiare molte volte. Ma qualche segnale, inevitabilmente, è già arrivato.
E per una città che vive di calcio come Roma, vedere giallorossi e biancocelesti lassù, insieme, rende questa pausa per le nazionali ancora più speciale.
A ottobre si ripartirà. Con i giallorossi che vogliono confermare quanto mostrato nelle prime giornate e con i biancocelesti a dare continuità a un avvio sorprendente. Per ora, però, la fotografia è una sola e parla romano: la Capitale guarda tutti dall’alto.

