Può un Mondiale riassumere la stagione delle due romane ? Le convocazioni ne sono lo specchio esatto
Può un Mondiale raccontare meglio di qualsiasi classifica la stagione vissuta dalle due squadre della Capitale? Assolutamente sì. Le convocazioni per il Mondiale americano diventano infatti una fotografia nitida del momento che stanno attraversando Roma e Lazio. Da una parte entusiasmo, crescita e valorizzazione del gruppo. Dall’altra delusione, involuzione tecnica e assenza totale dal palcoscenico più importante del calcio internazionale.
Mondiale e Roma: sei convocati che raccontano una rinascita
La Roma arriva al Mondiale con sei giocatori pronti a rappresentare i propri Paesi. Un dato che certifica il lavoro svolto durante l’ultima stagione e che conferma quanto il progetto tecnico abbia finalmente preso forma. La qualificazione in Champions League dopo otto anni è il simbolo della rinascita giallorossa, ma il numero di convocati per il Mondiale racconta ancora meglio la crescita del gruppo.
Gasperini ha saputo rilanciare la squadra, valorizzando giocatori che oggi saranno protagonisti negli Stati Uniti. Da Evan Ndicka a Zeki Celik, passando per Wesley, Manu Koné, Neil El Aynaoui e Donyell Malen: sei romanisti, sei percorsi diversi, ma tutti accomunati dalla possibilità di giocarsi il Mondiale da protagonisti.
Mondiale, Ndicka vuole stringere i denti
Tra i volti più attesi c’è sicuramente Evan Ndicka, leader difensivo della Costa d’Avorio. Gli ivoriani debutteranno domenica 14 giugno contro l’Ecuador al Philadelphia Stadium, in una sfida valida per il Gruppo E che comprende anche Germania e Curaçao. Il centrale giallorosso è alle prese con un infortunio, ma farà di tutto per recuperare in tempo e non rinunciare all’appuntamento più importante della sua carriera internazionale.
Celik e Wesley, il Mondiale delle conferme
Anche Zeki Celik sarà protagonista al Mondiale con la Turchia di Vincenzo Montella. I turchi esordiranno il 13 giugno contro l’Australia al BC Place di Vancouver in un gruppo che comprende anche Stati Uniti e Paraguay. Dopo una stagione di crescita continua, Celik arriva al torneo con grande fiducia e con la possibilità di ritagliarsi un ruolo centrale nella sua nazionale.
Grande curiosità anche attorno a Wesley, pronto a vivere il suo primo Mondiale con il Brasile. I verdeoro debutteranno contro il Marocco nella notte tra il 13 e il 14 giugno al New York New Jersey Stadium. Inserito nel Gruppo C con Scozia e Haiti, il Brasile punta al titolo e Wesley potrebbe essere una delle sorprese più interessanti della Seleçao guidata da Carlo Ancelotti.
Koné, El Aynaoui e Malen: il presente e il futuro della Roma
Nel Gruppo I ci sarà spazio anche per la Francia di Manu Koné. I Bleus sfideranno il Senegal il 16 giugno al New York New Jersey Stadium e il centrocampista romanista vuole confermare quanto di buono mostrato durante la stagione. La Francia parte favorita e Koné potrebbe diventare una delle armi più preziose nelle rotazioni transalpine.
Occhi puntati anche su Neil El Aynaoui, pronto a rappresentare il Marocco proprio contro il Brasile all’esordio mondiale. Dopo il trionfo in Coppa d’Africa, la nazionale marocchina vuole continuare a stupire e il centrocampista giallorosso spera di ritagliarsi uno spazio importante.
Infine Donyell Malen, arrivato alla piena maturità calcistica. L’Olanda debutterà il 14 giugno contro il Giappone al Dallas Stadium nel Gruppo F con Svezia e Tunisia. Appena riscattato dalla Roma, Malen si presenta al Mondiale come uno degli uomini più attesi dell’attacco Oranje.
Mondiale e Lazio: un’assenza che pesa come una sconfitta
Se il Mondiale sorride alla Roma, per la Lazio il discorso è completamente diverso. Nessun giocatore biancoceleste parteciperà alla competizione. Un dato clamoroso, soprattutto considerando che si tratta del primo Mondiale allargato a 48 squadre.
La stagione della Lazio è stata nuovamente al di sotto delle aspettative. Niente qualificazione europea e un futuro che inizierà addirittura dai trentaduesimi di Coppa Italia ad agosto. Una situazione che certifica il momento difficile vissuto a Formello e che trova nelle mancate convocazioni mondiali il simbolo più evidente del declino tecnico della rosa.
Un Mondiale che certifica il crollo biancoceleste
Per la prima volta dopo quarant’anni nessun calciatore della Lazio prenderà parte al Mondiale. Un’assenza che fa rumore ancora di più se si considera il nuovo formato del torneo. Con 48 nazionali partecipanti e 26 convocati per squadra, saranno ben 1248 i giocatori presenti negli Stati Uniti.
Tra questi ci saranno rappresentanti di 18 squadre dell’ultima Serie A, ma la Lazio non figura nell’elenco insieme al Lecce. Un dato che basta da solo per spiegare la perdita di competitività del club biancoceleste negli ultimi anni.
Mondiale, due facce opposte della Capitale
Il Mondiale racconta quindi due realtà completamente differenti. Da una parte la Roma, che torna protagonista in Champions League e vede i propri giocatori diventare punti di riferimento delle rispettive nazionali. Dall’altra la Lazio, ferma, svuotata e senza alcun rappresentante sulla scena internazionale.
Le convocazioni mondiali non sono mai casuali. Premiano il talento, la crescita e il rendimento. Ed è proprio per questo che il Mondiale americano diventa la fotografia perfetta della stagione delle due romane: entusiasmo e ambizione da una parte, pessimismo e preoccupazione dall’altra.

