Il baby talento giallorosso Pisilli, si racconta al podcast ufficiale del club
Niccolò Pisilli, giovane centrocampista della Roma, si è raccontato a 360° nel podcast ufficiale del club giallorosso. Tra la sorprendente stagione appena conclusa, le aspettative per quella alle porte e la gioia della Nazionale, ha offerto uno spaccato della sua crescita e delle sue ambizioni, dimostrando maturità e determinazione.
Il Primo Ritiro “da Grande” e la Consapevolezza Acquisita
Per Niccolò Pisilli questo è un ritiro speciale ?: “No no, anzi, ancora grande non sono. Più grande dell’anno scorso sicuramente, ho messo un po’ di esperienza nel mio bagaglio quindi si, è il primo ritiro dopo un anno giocato tra i grandi“. Un anno fa era un ragazzo delle giovanili, oggi, forte di oltre 40 presenze stagionali, la sua prospettiva è cambiata. “Quest’anno parto con una base migliore rispetto allo scorso che ero un ragazzo delle giovanili che sarebbe stato valutato in ritiro. Quest’anno, invece, il mister può conoscermi già un pochino di più” ha sottolineato, evidenziando la maggiore consapevolezza.
L’elevato numero di partite disputate lo ha sorpreso: “All’inizio della stagione non me l’aspettavo, anzi quando è iniziato il ritiro non credevo neanche di rimanere“. La sensazione di poter stare a questo livello è cresciuta “partita per partita“, vedendo che “riuscivo ad esprimere me stesso e questa cosa mi ha dato consapevolezza“. Per lui, l’anno scorso è stata una “prova” per capire se fosse “realmente in grado di stare in Serie A“.
Il Rinnovo con la Roma e la Parentesi in Nazionale
La stagione scorsa ha portato a Pisilli anche un importante rinnovo contrattuale, che lo lega alla Roma in maniera significativa: “Per me è stato un onore poter continuare a giocare per la Roma ed è stato un momento bello ed importante perché si staccava la parte di Niccolò giovanile e iniziava la parte di Niccolò con la prima squadra. Per questo ci tengo a ringraziare tutti gli allenatori che ho avuto e la società per la fiducia che mi ha dimostrato“.
Non solo club, ma anche la Nazionale ha visto Pisilli protagonista: “Ho raggiunto anche la convocazione nella Nazionale maggiore che è una cosa che se solo qualcuno me lo avesse accennato avrei risposto che stava fuori di testa. Poi si è conclusa con l’Europeo Under 21 quest’estate che è stata una bellissima esperienza e quindi sono molto contento ogni volta che vado in Nazionale perché giocare per il proprio paese con tutti che ti tifano non ha prezzo“. Il gol contro la Spagna, invece, è stato un lampo di gioia fugace: “L’ho rivisto giusto la sera in cui l’ho fatto, poi sono andato e dormire e non l’ho più rivisto“.
La Fatica con Gasperini e il Ruolo del “Non Esempio”
Sul nuovo corso con Gian Piero Gasperini, Pisilli non nasconde la fatica, ma la vede in un’ottica di crescita: “Stiamo correndo e stiamo lavorando come penso sia giusto, tutte le squadre staranno lavorando e noi dovremo essere bravi per farci trovare pronti e al meglio della condizione per quando servirà. Magari adesso è un po’ faticoso, ma, ci tornerà tutto dopo quindi adesso dobbiamo soffrire“.
Tornare a Trigoria e affrontare i cambiamenti nello staff è un processo di adattamento: “Sono cambiate tantissime cose all’interno dello staff e ci vuole un po’ di tempo per conoscerci e capire le richieste del mister, ma credo sia normale. Tornare qui è stato molto bello perché ritrovi molti compagni che durante l’anno vivi tutti giorni, poi ti ci stacchi un mese e mezzo e ti manca la quotidianità dello spogliatoio. Ci dobbiamo abituare il prima possibile alle richieste del mister e del suo staff“.
Nonostante la sua ascesa, Pisilli non si sente ancora un “esempio”: “Magari si però io non me la sento addosso perché so che posso migliorare ancora tanto e far vedere ancora tanto a queste persone. Non mi sento ancora una persona da vedere come un punto di arrivo, so quanto devo migliorare sotto vari punti di vista e quindi non mi sento un esempio. Se tanti ragazzi vedono in me un percorso da seguire io sono contento e farò di tutto per aiutarli e farli sentire a loro agio“.
Imparare dai “Grandi” e l’Obiettivo di Diventare un “Giocatore Totale”
L’apprendimento dai compagni più esperti è fondamentale per Pisilli: “Dipende dal giocatore. C’è il calciatore dalla quale rimani incantato quando tocchi la palla o il giocatore dal quale puoi imparare la malizia nella giocata. Poi si tratta di osservare e cercare di rubare con gli occhi cercando di focalizzarti su ciò che fa per poi emularla“. I consigli, ha aggiunto, arrivano anche in campo: “Capita che in campo loro ti diano dei consigli e se hanno qualcosa da dirti in campo te la dicono“.
Infine, sul tipo di centrocampista che vorrebbe diventare, Pisilli ha le idee chiare: “Di sicuro nel calcio di oggi devi saper fare un pò tutto a centrocampo, la mia qualità principale è l’inserimento che è una qualità che non vorrei mai perdere. Per esempio in Primavera mi ha portato a fare tanti gol e mi sono divertito tanto a giocare così, però so che devo migliorare tantissime cose e il mio obiettivo è quello di diventare un giocatore totale“.


