sabato, Ottobre 31, 2026

Rosella Sensi, una vita per la Roma: il ricordo di papà, lo scudetto e la delusione Pallotta

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Dall’eredità di Franco Sensi alla presidenza della Roma, passando per lo scudetto del 2001, i momenti più intensi, le minacce, il rapporto con Totti e le critiche a Pallotta: Rosella Sensi si racconta senza filtri

La storia di Rosella Sensi con la Roma non è solo quella di una ex presidente, ma il racconto di un legame profondo, umano e familiare che attraversa le epoche del club giallorosso. Figlia dello storico presidente Franco Sensi, Rossella ha vissuto tutte le fasi: da dirigente, da presidentessa e oggi da tifosa. In una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha ripercorso i momenti più intensi della sua esperienza romanista, tra gioie, dolori e ricordi indelebili.

Gli insegnamenti di papà Franco

Rosella Sensi ha sottolineato l’importanza dei valori trasmessi dai suoi genitori, in particolare da suo padre Franco, figura carismatica e determinata che ha lasciato un’impronta profonda nella storia della Roma. “Papà trasmetteva entusiasmo, determinazione e costanza“, ha dichiarato Rosella, ricordando anche l’equilibrio portato dalla madre. Due esempi complementari che l’hanno guidata sia nella vita privata che nel percorso dirigenziale.

Gli anni da presidente e il rimpianto della comunicazione

Durante il suo mandato da presidente della Roma (2008–2011), Rosella Sensi ha dovuto affrontare momenti difficili, culminati con la cessione del club. Guardando indietro, ammette che uno dei suoi pochi rimpianti è legato alla comunicazione: “Avrei dovuto spiegare meglio certe decisioni, magari avrebbe evitato astio e malintesi”. Nonostante tutto, oggi si sente di nuovo amata dai tifosi, anche nel ricordo del padre.

Le emozioni più forti vissute in giallorosso

Il ricordo più intenso? Lo scudetto del 2001. Rossella racconta con emozione l’invasione di campo e l’abbraccio con il padre. Ma tra i ricordi più toccanti c’è anche un momento difficile: la stagione 2004-05, quella dei cinque allenatori, culminata nella salvezza ottenuta a Bergamo. “Un abbraccio con Bruno Conti e i dirigenti di allora ha creato legami che durano ancora oggi”.

Dolore e minacce nel periodo più buio

Non sono mancati i momenti di rabbia e paura. Rosella Sensi ricorda con amarezza le contestazioni al padre e le minacce ricevute dopo la nascita della figlia: “Avevo paura, soprattutto per lei e mio marito”. Un periodo buio che ha segnato profondamente la sua esperienza, ma che non ha intaccato il suo amore per i colori giallorossi.

Il giudizio sull’era Pallotta

Pur senza voler infierire, Rosella Sensi ha espresso un giudizio critico sull’era James Pallotta: “Non tanto per la famiglia Sensi, la storia non si cancella, ma per alcune scelte discutibili fatte in società”. Tra gli episodi più dolorosi, la trasformazione della Cappella di Trigoria in un magazzino, un gesto che ha ferito profondamente anche sua madre.

Il legame con Totti e il ricordo del passato

Il rapporto con Francesco Totti resta speciale. Anche se oggi i contatti sono meno frequenti, Rossella lo definisce ancora “fratellone”, sottolineando l’affetto e il rispetto reciproco. Un rapporto nato dentro e fuori dal campo, costruito durante gli anni più intensi della storia recente della Roma.

Uno sguardo alla Roma di oggi e ai Friedkin

Parlando della Roma attuale, guidata da Gasperini e in testa alla classifica, Rosella Sensi si è mostrata prudente e scaramantica. Ha però elogiato il lavoro della società, citando anche figure come Ranieri e i manager scelti dalla proprietà Friedkin, pur sottolineando la distanza comunicativa del presidente: “I tifosi aspettano sempre una parola”.

Lo stadio e la visione per il futuro del calcio italiano

Rosella Sensi ha espresso soddisfazione per i progressi legati al nuovo stadio della Roma, sottolineando come da Viola in poi, tutti i presidenti abbiano riconosciuto l’importanza di un impianto di proprietà. Secondo lei, oggi è diventato un tassello fondamentale per la crescita del calcio italiano.

Donne e sport: una questione di normalità, non di genere

Infine, l’ex presidentessa ha commentato con entusiasmo il post su Kirsty Coventry, eletta presidente del CIO. “Non è una questione di genere, ma di riconoscimento del merito. Il mondo si deve abituare a vedere donne in ruoli chiave senza che sembri un’eccezione”. Un messaggio forte, coerente con la sua visione moderna e concreta dello sport.

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