Il celebre attore svela l’aneddoto che ha acceso la sua passione giallorossa, tra incontri curiosi e gesti indimenticabili
Lino Banfi, uno dei volti più amati del cinema e della televisione italiana, ha raccontato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport la storia del suo legame con la Roma. Da sempre simbolo della comicità popolare, Lino Banfi ha rivelato come nacque, quasi per caso, la sua passione per i colori giallorossi.
“È una storia particolare. Alla mia epoca, chi veniva dal Sud era di solito juventino o milanista, qualcuno tifava per la Bari o il Foggia. Io invece, quando arrivai a Roma alla fine degli anni ’50 per cercare fortuna nello spettacolo, non avevo una squadra. Il calcio non mi interessava: pensavo solo a mangiare due volte al giorno”.
Lino Banfi e gli inizi difficili nella Capitale
L’arrivo di Lino Banfi a Roma fu tutt’altro che semplice. Con la sua solita ironia, l’attore racconta: “Non ci riuscivo mai, ero campione di salto del pasto! Passavo le giornate in un bar vicino all’Ambra Jovinelli, aspettando che qualcuno cercasse un prestigiatore o una spalla per lo spettacolo. A volte, però, serviva un ragazzo forte per accompagnare i disabili allo stadio: si guadagnavano mille lire e magari un pasto caldo”.
Fu proprio in una di queste occasioni che il destino di Lino Banfi si intrecciò con quello della Roma.
Il primo incontro con la Roma
“Il primo giorno spinsi la carrozzina di un tifoso della Lazio magrissimo, praticamente muto. Aveva già mangiato a casa e non mi offrì nulla. Due settimane dopo, invece, mi capitò un signore romanista, pesantissimo da spingere ma simpaticissimo e affamato come me. Prima di entrare allo stadio mi portò al Bar del Tennis e mi fece mangiare due volte l’amatriciana! Una felicità che non posso dimenticare”.
Da quel momento, l’attore pugliese iniziò a seguire sempre più spesso la squadra giallorossa, spinto non solo dalla bontà del cibo, ma anche dall’energia e dalla passione dei tifosi della Roma.
Da simpatizzante a tifoso vero
“Ho iniziato ad andare spesso a vedere la Roma con quel signore e da semplice simpatizzante sono diventato un tifoso vero. Allo stadio si respirava un entusiasmo contagioso, diverso da tutto quello che avevo conosciuto fino a quel momento. Da allora, la Roma è rimasta nel mio cuore”.
Un racconto semplice e genuino, che racchiude lo spirito di un’epoca e il modo in cui il calcio, anche attraverso gesti di umanità e condivisione, può trasformarsi in una passione eterna.


