mercoledì, Settembre 9, 2026

Lazio, la conferenza stampa del Ds Fabiani

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A margine della fine del calciomercato, in casa Lazio ha preso parola il Ds Fabiani

A margine delle conferenze stampa di presentazione dei nuovi acquisti della Lazio a Formello, Angelo Fabiani ha fatto il punto sul calciomercato biancoceleste. Il direttore sportivo ha parlato delle operazioni concluse, del lavoro svolto dallo staff e delle difficoltà incontrate durante la sessione estiva.

Fabiani ha voluto innanzitutto sottolineare il contributo di tutte le persone che hanno lavorato al suo fianco per costruire la nuova rosa della Lazio.

“Non ho mai l’occasione per ringraziare tutti quelli che fanno parte del gruppo di lavoro. Abbiamo fatto 12-13 uscite, 17 entrate tra Primavera e prima squadra, questo si può fare grazie ai collaboratori, che svolgono un ruolo fondamentale. Quest’anno l’ha ricoperto il nostro segretario generale Armando Calveri, poi Alberto Bianchi, Raimondo Grassadonia, Francesco Di Giovambattista, tutti in questi mesi sono stati al mio fianco. Non è mai facile chiudere certe operazioni”.

Fabiani: “Il campo sarà il giudice supremo”

Nel tracciare il bilancio del mercato della Lazio, Fabiani ha preferito non assegnare un voto al proprio operato. Secondo il direttore sportivo, infatti, sarà il campo a stabilire se le scelte effettuate dalla società saranno state quelle giuste.

“Qualche idea nasce ma non è il momento giusto per chiudere, uno deve anche rischiare. L’importante è portare a casa il risultato. Io non devo dare nessun voto, il campo sarà il giudice supremo”.

Fabiani ha quindi espresso l’auspicio che i nuovi arrivati e i giocatori già presenti in rosa possano contribuire a regalare soddisfazioni alla squadra e ai suoi tifosi.

“Mi auguro che questi ragazzi, anche chi già c’era, possano far togliere ai tifosi e alla società le soddisfazioni che meritano”.

L’appello di Fabiani ai tifosi della Lazio

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Fabiani ha riguardato il rapporto tra la squadra e il popolo biancoceleste. Il direttore sportivo ha lanciato un appello ai tifosi, invitandoli a sostenere i calciatori e a mettere da parte, almeno nei confronti della squadra, le tensioni che hanno caratterizzato il rapporto con la società.

“Faccio un appello a tutti i tifosi: al di là delle ragioni, su cui non entro nel merito, vi dico che questi ragazzi hanno bisogno di voi. Vivono per i tifosi e gioire sotto la Curva e non solo”.

Fabiani ha riconosciuto anche il peso della protesta e l’assenza del pubblico dagli spalti, spiegando come la situazione sia difficile non soltanto per la squadra ma anche per gli stessi sostenitori.

“So quanto ci stanno male anche i tifosi a non venire allo stadio. Credo che nella vita, a volte, fare un passo indietro significhi farne due in avanti”.

Fabiani sulla protesta del tifo

Il direttore sportivo della Lazio ha scelto di non entrare nel merito delle motivazioni alla base della protesta del tifo organizzato. Fabiani ha però ribadito la necessità di mantenere il calcio e la squadra al centro dell’attenzione.

“Io non voglio entrare nel merito dei perché e per come. Il calcio deve rimanere calcio e bisogna rimanere nel rettangolo di gioco. Poi le altre questioni si possono discutere, si possono trovare tante formule di convivenza”.

Fabiani ha poi rivolto un appello diretto al popolo laziale, chiedendo di sostenere innanzitutto i giocatori.

“Non sono un tipo che chiede le cose per favore, ma dico al popolo laziale, per favore, di non stare vicino a Fabiani, al presidente e agli inservienti, ma a questi ragazzi”.

L’obiettivo, secondo il ds, è ricompattare l’ambiente e ricreare quel rapporto tra squadra e tifosi che può diventare un elemento decisivo nel corso della stagione.

“Ricordatevi che l’amore vince sempre, forse è giunto il momento di ragionare col cuore per questi ragazzi. Questi calciatori hanno scelto loro la Lazio”.

E ancora:

“Il binomio giocatore-tifosi è straordinario, con buon senso magari si può fare qualcosa di straordinario”.

Fabiani e il mercato degli svincolati

Il mercato della Lazio potrebbe non essere completamente chiuso. Fabiani ha spiegato che la società ha scelto di lasciare alcuni slot liberi proprio per poter valutare eventuali opportunità tra i calciatori svincolati.

“C’è ancora il mercato degli svincolati, chiaro che il mercato non dorme mai fino a quando c’è la possibilità di lavorare. Ho preferito lasciare slot liberi per monitorare il mercato degli svincolati”.

Il direttore sportivo ha poi fatto chiarezza anche sulla situazione di alcuni giocatori attualmente fuori dal progetto tecnico.

“La norma ci consente di reinserire in qualsiasi momento i ragazzi ora fuori, però, per essere onesto, devo aggiungere che ci sono giocatori e ragazzi straordinari che non rientrano nel progetto futuro della Lazio, a scanso di equivoci. Bisogna essere sinceri e lineari”.

Fabiani fa chiarezza sul caso Pellegrini

Tra gli argomenti affrontati da Fabiani c’è anche la situazione di Luca Pellegrini. Il ds ha spiegato che l’orientamento della società era noto agli agenti già da tempo e che la posizione del club non sarebbe quindi nata improvvisamente durante il mercato.

“Può sembrare una cosa nata lì per lì, in realtà gli agenti sapevano con largo anticipo l’orientamento della società”.

Fabiani e il rapporto con Gattuso

Un altro tema centrale della conferenza è stato il rapporto tra Fabiani e Rino Gattuso. Il direttore sportivo ha descritto il legame con l’allenatore come basato su correttezza e stima reciproca.

“Con Gattuso c’è un rapporto lineare, di grande correttezza e stima reciproca”.

Fabiani ha poi affrontato anche la situazione legata ad Alessio Romagnoli, spiegando la propria versione dei fatti e sottolineando il ruolo avuto dall’allenatore nelle scelte tecniche.

“Lui per due mesi ha avuto un film prospettato per far sì che ci fosse un finale che io non avrei voluto. Hanno sbagliato bottega, volevano la rescissione gratis?”.

Il ds ha quindi spiegato che l’operazione è stata successivamente conclusa secondo gli accordi iniziali.

“Tant’è che ieri si è fatta l’operazione inizialmente concordata con la società”.

Fabiani ha parlato anche di Matteo Cancellieri e delle valutazioni effettuate durante il mercato, collegandole alle scelte dell’allenatore e alle altre trattative portate avanti dalla Lazio.

“Gattuso sapeva che voleva andare via, Rino ha detto che vuole giocatori contenti qui. Ha posto il veto su Cancellieri, giustamente”.

Secondo Fabiani, proprio alcune scelte effettuate dalla società hanno contribuito a rendere più complessa e lunga la trattativa per Gudmundsson.

“E noi abbiamo rinunciato a Parma, Genoa, Fiorentina, ecco perché per Gudmundsson c’è voluto più tempo”.

L’orgoglio di Fabiani per la scelta di Gattuso

Fabiani ha sottolineato anche il significato della scelta di Gattuso di accettare la panchina della Lazio e del ruolo affidato dalla società all’allenatore.

“Quando si parla di questi ragazzi chiamati da Rino, per me è un grande orgoglio. Gattuso non ce l’ha mandato Venere o Marte, ma l’ha scelto questa società”.

Il direttore sportivo ha quindi ribadito la centralità dell’allenatore nel nuovo progetto biancoceleste.

“Sono orgoglioso se uno dice vado alla Lazio perché c’è Gattuso. Noi con lui abbiamo avuto colloqui e gli abbiamo affidato le chiavi, è il nostro condottiero”.

Fabiani ha inoltre spiegato di voler mantenere un profilo discreto, lasciando all’allenatore il compito di lavorare sul campo.

“Io non soffro di queste situazioni, intervengo col contagocce, come avrete visto”.

Fabiani parla del proprio futuro alla Lazio

Nel corso della conferenza stampa, Fabiani ha affrontato anche il tema del proprio futuro e del lavoro svolto negli ultimi mesi. Il direttore sportivo ha ricordato le difficoltà affrontate e il forte impegno profuso per il club.

“Nella vita tutto scorre, panta rei. Passano i ds, gli allenatori e i giocatori. Tanti che hanno fatto le fortune della Lazio non ci sono più, per diversi motivi, ho gestito una situazione poco facile”.

Fabiani ha rivendicato il lavoro svolto con passione e senso di appartenenza, raccontando anche i sacrifici personali fatti durante la sessione di mercato.

“L’ho fatto con passione, dedizione e senso d’appartenenza, mi sono messo sotto a lavorare. Mi dispiace che non ho passato un giorno di ferie e vacanze con i miei figli, sono stato qui chiuso a lavorare per la Lazio e i tifosi”.

Fabiani: “Io non sono qui per soldi, ma per passione”

Il direttore sportivo ha poi spiegato perché, in alcune occasioni, ha preferito non rispondere nel dettaglio alle domande sul mercato. Secondo Fabiani, mantenere una determinata condotta è fondamentale per riuscire a portare a termine le trattative.

“Mi dispiace che a volte non posso rispondere alle vostre domande sul mercato, non sono un ds che non risponde, per questo rimango antipatico”.

Fabiani ha citato anche l’operazione Gudmundsson come esempio del proprio modo di lavorare, sottolineando la capacità di attendere e di difendere le proprie valutazioni economiche.

“Per portare a casa il risultato bisogna avere una condotta, la dimostrazione è Gudmunsson, un mese prima ci volevano 5 milioni, alla fine l’ho preso con le mie idee iniziali”.

Il contratto del direttore sportivo è in scadenza al termine della stagione e sarà quindi la società, a fine anno, a valutare il suo operato.

“Uno può dare le dimissioni, qualcuno può dire che devo rinnovare. Io non sono qui per soldi, ma per passione. A fine anno finisce il contratto, si tireranno le somme, la società valuterà. Io penso di aver fatto tutto ciò che potevo”.

Fabiani: “Comprare è facile, vendere è difficile”

In chiusura, Fabiani ha rivendicato il proprio approccio alle operazioni di mercato, sottolineando soprattutto le difficoltà legate alle cessioni e alla gestione del valore dei calciatori.

“I numeri sono sotto gli occhi di tutti, non mi sono mai beato delle trattative straordinarie in uscita”.

Il ds ha infine sintetizzato con una frase il rischio assunto durante il mercato e la volontà di metterci personalmente la faccia sulle proprie decisioni.

“Comprare è facile, vendere è difficile. Rischiare 5 milioni per 25 non è semplice, io ho detto no ai 25 iniziali. Ci metto la faccia e rischio”.

Fabiani ha quindi chiuso il suo intervento lasciando alla società e ai risultati della stagione il giudizio definitivo sul lavoro svolto.

“Se questo vuol dire dover dare delle dimissioni, ok, ma me lo dica qualcuno”.

Il messaggio di Fabiani è dunque chiaro: il mercato della Lazio è stato costruito attraverso scelte ponderate, rischi e trattative complesse, ma il verdetto definitivo arriverà soltanto dal campo. Ora l’obiettivo è ricompattare l’ambiente, sostenere la squadra e permettere ai nuovi acquisti e al gruppo già presente di esprimersi al meglio sotto la guida di Gattuso.

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